19 Gennaio 2021, 3:45

MASTER, INCONTRO CON… GIORGIO CENTOFANTE

(a cura della Redazione Master) Con il presente articolo inauguriamo la rubrica che pone la lente di ingrandimento su personaggi e società del mondo master della nostra regione. Atleti dai quali ascoltare le vicende sportive personali, per sapere come sono approdati fra gli over 35 e conoscerli un po’ più da vicino. Oppure rappresentanti di squadre con una significativa presenza nel panorama master che ripercorrano assieme a noi la storia della società.

In questa prima occasione siamo con Giorgio Centofante, atleta della categoria SM60, uno dei mezzofondisti più noti e benvoluti nel panorama veneto. Pochi di noi non lo conoscono, perché ha iniziato l’atletica fin da giovane e perché frequenta assiduamente le competizioni, sia su strada che su pista. Vicentino di Sandrigo, è stato tesserato per varie società della sua provincia, ma anche del veneziano; ora gareggia per l’Atl. Riviera del Brenta.

Giorgio, raccontaci quando hai iniziato. E, soprattutto, cosa vuol dire gareggiare fin dalle categorie giovanili con atleti di grande talento (penso ai tuoi coetanei Gelindo Bordin, Orlando Pizzolato e il compianto Fulvio Costa).
Ho iniziato a 16 anni, era l’epoca delle non competitive, e lì ho mosso i primi passi nell’atletica. Subito dopo, sono passato alle manifestazioni dell’ente di promozione sportiva CSI che nel vicentino ha diffusione molto capillare; il passaggio alle società Fidal è stato abbastanza naturale. I risultati, su pista, strada e cross, erano discreti ma non di vertice per il livello molto elevato degli avversari. Era quindi difficile emergere, per la presenza dei nomi appena citati ma anche di altri che magari non sono divenuti famosi come loro. Però era bello dare il proprio contributo nelle classifiche di società. 

La tua carriera sportiva ha avuto interruzioni prima di diventare master o la tua attività non ha praticamente avuto soluzione di continuità?
Ho gareggiato fino all’epoca del servizio militare, per poi interrompere l’attività con l’atletica ma dedicandomi al calcio. Ho ripreso l’atletica intorno ai 30 anni, nelle categorie amatoriali che a quell’epoca non prevedevano il vincolo di essere over 35, ma gareggiando un paio di anni anche fra gli assoluti dove mi sentivo più stimolato. Poi la mia carriera si è svolta ininterrottamente fra i master.

Quali risultati di prestigio ricordi con soddisfazione?
Ho conseguito tanti successi su pista, su strada e nei cross, ma, forse perché è una delle pagine più recenti e il ricordo ancora molto vivo, direi la miglior prestazione italiana ottenuta con l’Atl. Riviera del Brenta nella 4x1500 SM55. Si è trattato di rincorrere con grande determinazione un preciso obiettivo che abbiamo raggiunto con sofferenza, ma condividendo poi l’orgoglio e la soddisfazione assieme ai compagni di staffetta.

Abbiamo già accennato al fatto che gareggi abbracciando varie distanze sia su pista che su strada. Ma le tue preferenze?
La pista mi attrae maggiormente, per il fatto che il cronometro è un giudice imparziale che misura la tua prestazione. La distanza che mi si adatta maggiormente sono i 5000 metri, ma, visto che in allenamento affronto diverse prove veloci, gradisco anche i 1500.  Su strada, oltre ai buoni risultati sulle 10 km, la mezza maratona è la distanza che mi ha gratificato maggiormente. Ho affrontato anche la maratona ma mi è forse mancata la componente mentale. Ho realizzato 2h36’; avrei sicuramente potuto far meglio ma non ci ho più riprovato proprio per il motivo appena accennato. 

Svolgi altre attività nel settore dell’atletica? So che hai da poco conseguito la qualifica di istruttore. Ti stai già occupando di questo?
Sì, sto seguendo un gruppo di atleti master nella mia società, cercando di impostare il lavoro sia dal punto di vista della tecnica che dell’allenamento vero e proprio.

Pur con l’incertezza che sta regnando sovrana in questo periodo, e quindi anche nel nostro ambito, ti sei posto qualche traguardo per il futuro?
E’ difficile programmare senza avere sotto mano un calendario e al momento non ho quindi obiettivi specifici da perseguire se non mettere la consueta applicazione nei vari impegni. Per ora si cerca di mantenere una buona condizione cercando degli stimoli assieme ai miei compagni di squadra con i quali sono molto affiatato e assieme a loro sto svolgendo allenamenti non di carattere specifico, almeno per il momento.

Ebbene, Giorgio. Non possiamo che augurare, a te come a tutti gli atleti e alla popolazione intera, che si possa superare al più presto il difficile momento per potersi poi ritrovare tutti insieme sul campo di gara!!!

Articolo scritto da Sandro Sandri - Redazione Master.

Nelle foto: Centofante impegnato ai campionati italiani di cross a Cassino 2020 (credits Pietro Romano su www.fotoforgo.com); Giorgio Centofante da giovane (archivio personale) e impegnato in pista (credits Gabriele Marsura).

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