22 Novembre 2019, 11:46

MONDIALI DI DOHA AMARI PER EPIS, VALLORTIGARA E VANDI

Pochi sorrisi, per gli atleti veneti, nella giornata inaugurale dei Mondiali di Doha. Nella prima gara per le medaglie, la maratona femminile, corsa in condizioni caldo proibitive (32,7 gradi e umidità del 70%), l’afa miete ritiri a ripetizione e al 28° chilometro, dopo che in precedenza si era fermata anche l’altra azzurra, Sara Dossena,  chiama lo stop pure la veneziana Giovanna Epis.

“Lavorare duro per tutta la stagione e ritirarsi al primo mondiale di maratona con la scritta Italia sul petto è l’incubo di ogni atleta - il suo commento -. Ci ho messo tutta me stessa finché il fisico me lo ha permesso. Tutto ciò mi servirà per arricchire la mia esperienza”.

Nella giornata di gare in pista, eliminazione in batteria per la marchigiana d’adozione trevigiana, Eleonora Vandi. La sua batteria, a conti fatti, è la più lenta (e di conseguenza la più tattica) delle sei in programma nel primo turno del doppio giro di pista. Una iattura per Eleonora, poco a suo agio, anche per struttura fisica, su questi ritmi. Il passaggio a metà corsa in 1’04”03 è già una sentenza; nei 300 metri conclusivi, la Vandi prova a rimanere attaccata al gruppo, cosa che in effetti le riesce, ma nel finale non riesce mai a cambiare passo, terminando al sesto posto in 2’04”98 (Vittoria per la francese Lamote, 2’03”36).

Non brilla neppure la vicentina Elena Vallortigara, diciassettesima nella qualificazione dell’alto con 1.82. Invalicabile, per lei, l’1.92 che avrebbe poturo significare l’ingresso in finale. Una prova deludente, al culmine di una stagione poco fortunata.

Giornata dal sapore agrodolce per le Fiamme Oro. Bene Marcell Jacobs, che nella sesta batteria dei 100 metri corre in 10”07, tempo che lo porta al secondo posto parziale, e al quinto assoluto, con lo stesso crono del quarto, la superstar giamaicana Yohan Blake. Amari invece i 5000 metri di Yeman Crippa. Il ritmo tattico della prima batteria, solitamente penalizzante nelle gare ad eliminazione, finisce col piegare le velleità del poliziotto trentino. Ai 3000 metri si passa in 8’17” (10’56” un chilometro dopo), con una folla di ben 14 atleti ancora praticamente in gruppo. Troppo per Crippa, che nel chilometro conclusivo non riesce a trovare la freschezza necessaria per chiudere né tra i primi cinque per il passaggio diretto, né nei secondi cinque per sperare nel ripescaggio con i tempi.

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