22 Novembre 2019, 10:44

MONDIALI, FINALE E RECORD ITALIANO PER HERRERA E HOOPER CON LA 4X100

Emozioni intense, ieri sera, al Khalifa Stadium di Doha. Le due staffette 4x100 azzurre realizzano entrambe, nelle rispettive batterie, il record italiano assoluto e le ragazze riescono a centrare anche l'appuntamento con la finale mondiale (e la qualificazione olimpica, riservata alle finaliste). Le veronesi Johanelis Herrera Abreu e Gloria Hooper, insieme ad Anna Bongiorni ed Irene Siragusa corrono in 42”90, superando il vecchio limite di 43”04 stabilito ad Annecy, nel giugno del 2008, da Pistone, Calì, Arcioni e Alloh. Al termine della gara sono none, prime delle escluse, ma la successiva squalifica del Brasile, le rimette tra le otto finaliste.

"C’è tantissima gioia – ha commentato Johanelis Herrerea Abreu - Siamo super felici e orgogliose di aver migliorato il record italiano. Siamo venute a Doha sognando questo record italiano e la qualificazione ai Giochi di Tokyo". "Abbiamo riscritto la storia! Io sono partita ‘a canna’ e sono arrivata velocissima – ha aggiunto Gloria Hooper -. Ringraziamo anche le nostre compagne Zaynab Dosso e Alessia Pavese, che hanno fatto questo percorso insieme a noi".

Curiosità statistica: l'ultima volta di una 4x100 femminile azzurra in finale ai Mondiali risaliva all'edizione di Tokyo 1991, quando il quartetto italiano finì settimo in 43”76. Anche in quell’occasione metà staffetta era costituita da atlete venete, con la vicentina Donatella Dal Bianco e la trevigiana Rossella Tarolo (schierate rispettivamente in seconda e quarta frazione) che componevano un quartetto completato da Marisa Masullo e Daniela Ferrian.

Un pizzico d’amarezza invece per lo sprinter delle Fiamme Oro Padova, Marcell Jacobs, secondo frazionista della 4x100 maschile che realizza il record italiano assoluto (38”11, sei centesimi meglio del 38”17 attribuito a R. Donati, Collio, Di Gregorio e Checcucci a Bercellona, l'1 agosto 2010), ma termina al decimo posto complessivo, fuori dalla finale ad otto.

Nottata amara, poi, per gli azzurri della marcia. Nella 20 chilometri il poliziotto Massimo Stano, partito tra i favoriti della vigilia, conduce una prova di testa ma riceve tre richiami dai giudici al 14° km e di conseguenza due minuti di stop, quando era all’inseguimento del leader con una dozzina di secondi di ritardo. Esce così dalla lotta per le prime posizioni e alla fine è quattordicesimo in 1h31’36” nella gara più lenta della storia iridata a causa del caldo, anche se stavolta con vento sul percorso.

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