17 Ottobre 2019, 12:02

MONDIALI, HERRERA E HOOPER SETTIME CON LA 4X100, GALVAN IN FINALE CON LA 4X400

Il settimo posto delle ragazze della staffetta veloce, con le veronesi Johanelis Herrera Abreu e Gloria Hooper in un quartetto completato da Anna Bongiorni e Irene Siragusa, consegna all'Italia il quinto piazzamento nelle finali mondiali di Doha. Le quattro azzurre della 4x100, bravissime venerdì a centrare il piazzamento in finale (con record italiano portato a 42”90), fanno una figura degnissima, concludendo al settimo posto (42”98 il loro tempo), a soli otto centesimi dal fresco limite nazionale. Di più non si poteva chiedere a queste ragazze che sono simbolo di entusiasmo e gioia di vivere l'atletica, e hanno raccolto, oltre alla finale e al record, anche il pass olimpico per i Giochi di Tokyo 2020.

Da applausi anche la prestazione della 4x400 maschile, con il vicentino Matteo Galvan, terzo frazionista, in un quartetto che comprendeva anche Edoardo Scotti, Vladimir Aceti e Davide Re. Terza in semifinale con 3’01”60, la 4x400 azzurra entra nella finale iridata, conquistando anche il pass per Tokyo. Da oltre vent'anni una 4x400 tricolore non correva così veloce: in definitiva, il 3’01”60 è la quinta prestazione italiana di sempre. Lassù, in cima alla lista, resiste ancora il 3’01”37 del record nazionale, stabilito 33 anni fa, agli Europei di Stoccarda, da Giovanni Bongiorni, Vito Petrella, Mauro Zuliani e Roberto Ribaud.

Nona, invece, la 4x400 femminile, con la poliziotta Ayomide Folorunso in seconda frazione: il 3’27”57 del quartetto azzurro è il miglior tempo degli esclusi, ad appena 17 centesimi dalla finale e dalla qualificazione automatica per l’Olimpiade del prossimo anno. Le Fiamme Oro applaudono Luminosa Bogliolo, entrata nella semifinale dei 100 ostacoli, vincendo la sua batteria con un convincente 12”80 (+0.2). Non brilla la vicentina Laura Strati, eliminata, con 6.05, nella qualificazione del lungo.

In chiusura di giornata, il vicentino Eyob Faniel ha chiuso la maratona al 15° posto, in 2h13’57”, secondo degli italiani dopo Yassine Rachik (2h12’41”, 12°). La gara si è svolta in condizioni ambientali nettamente più favorevoli rispetto alla maratona femminile e alle prove di marcia (29 gradi e 48% d’umidità). Faniel è partito ad un ritmo prudente, transitando a metà gara in 1h07’12” (41°). Da lì è iniziata la sua rimonta, che l’ha portato ad un piazzamento più che onorevole, tanto da tagliare il traguardo a 3” dal campione del mondo uscente Geoffrey Kirui, in una gara dominata da etiopi e keniani.

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