24 Gennaio 2020, 3:47

PRAGA: DEL BUONO E CHESANI SUL PODIO, TUMI QUASI

Campionati Europei Indoor di Atletica Leggera2015Quanto Veneto nella giornata conclusiva degli Europei indoor di Praga. Nel pomeriggio, Silvano Chesani imita la collega di specialità Alessia Trost e vince l'argento nell'alto, superando al secondo tentativo la quota di 2.31, la stessa che consente al russo Daniyil Tsyplakov di aggiudicarsi l'oro (per minor numero di errori). In precedenza, medaglia di bronzo nei 1500 metri per la 20enne Federica Del Buono, con il tempo di 4’11”61. Infine il quarto posto di Michael Tumi nella finale dei 60 metri, con un 6”61 che dista un solo centesimo dal podio.

La seconda medaglia italiana è il bronzo di Federica Del Buono. Il miglior finale possibile dopo due settimane di tormenti per i fastidi al piede destro patiti dopo gli Assoluti di Padova, e che avevano fatto emergere dubbi addirittura rispetto alla partecipazione. Con un po' di tranquillità, al contrario, la talentuosa Federica ha avuto modo di esprimere la sua falcata rotonda, e soprattutto la sua capacità di leggere le gare, anche quelle più tattiche. L'avvio in solitaria dell'olandese Hassan spezza la gara in due parti. Dietro, infatti, si ragiona subito sugli altri due gradini del podio. A tre giro dalla fine, la Del Buono, fino a quel momento rimasta al traino, in corsia esterna, prende la testa, e comincia la sua progressione. La seguono solo due polacche, con la Chichocka che effettua il sorpasso decisivo all'attacco dell'ultima tornata. “Fede” stringe i denti e coglie la prima medaglia della sua carriera da grande. A vent’anni è un bronzo che vale oro.

Poi, a sventolare il tricolore, è il poliziotto Silvano Chesani, al primo alloro internazionale di una carriera finora non proprio fortunata, contraddistinta com'è stata da infortuni anche di rilevante entità. Il trentino delle Fiamme Oro, reduce da una stagione di stop, corona l'inverno del suo ritorno con l'argento europeo, al termine di una gara appassionante. La quota di 2.31, superata alla seconda prova (primato stagionale), è la stessa del vincitore, il russo Tsyplakov, oro per essere volato al di là dell'asticella nel primo tentativo a disposizione. L'argento dell'italiano finisce per metà al collo del greco Mastoras, anche lui capace di 2.31 al secondo tentativo. Eppure, la gara di Chesani non si era aperta nel migliore dei modi. Dopo il facile 2.19 di avvio, due errori alla quota successiva, 2.24, prima del salto da bandierina bianca; infine, la successione in fotocopia di 2.28 e 2.31, in entrambi i casi valicati dopo un errore iniziale. A 2.34, Chesani spende l'ultima chance a disposizione quando tutti hanno già sbagliato: ma non ci sono più energie, anche a causa della lunga qualificazione di ieri. E' argento, e il ragazzo trasferitosi a Modena per essere allenato da Giuliano Corradi, può finalmente festeggiare.

Infine, Michael Tumi. Il ritorno ai massimi livelli del poliziotto vicentino si compie sotto il tetto dell'O2 Arena di Praga, e manca solo l'inezia di un centesimo di secondo, quello che lascia il vicentino fuori dal podio, perché la storia si chiuda con un finale da film. L'azzurro è quarto (6”61), beffato dal tedesco Blume (6”60), che si vendica così, con cospicui interessi, della sconfittà di misura inflittagli da Tumi in semifinale. A vincere è il favorito della vigilia, il britannico Richard Kilty, con un 6”51 che dà sostanza al titolo continentale della distanza sprint, mentre il connazionale Ujah, altro candidato all'oro, si accomoda negli spogliatoi prima del via per falsa partenza. Per il Veneto una domenica da ricordare.

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